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Pink Society

lo sguardo rosa sulla società

Lettera ad una figlia adolescente

Roberta D’Amore, come si legge anche nella sua biografia sulla quarta di copertina, è Avvocato, ma soprattutto mamma di Giorgia. Nel suo lavoro porta avanti grandi battaglie su temi, quali la parità di genere, il rispetto delle diversità, e sostiene che è proprio rispettando e conoscendo la diversità, che si raggiunge la vera uguaglianza. Nel 2017, scrive il suo primo libro “Senza di te io non esisterei”, dove parla della maternità, del mondo patinato raccontato sui giornali, e della realtà vissuta dalle donne, nel momento più bello della vita; nel suo secondo libro, “Arcobaleni Fulminati”, in un dialogo con la figlia ormai adolescente, cerca di creare, come sempre fa nella vita, terreno di confronto, racconta delle paure e delle gioie di una mamma che si confronta con il mestiere più difficile del mondo, quello di genitore.

Il libro – costo di copertina €14,90 – pubblicato dall’Associazione Aurora – sostiene progetti sociali per gli adolescenti – mai come in questo particolare momento storico tema di grande attualità. Abbiamo intervistato Roberta in un raro momento di relax, nella sua casa:

Roberta, tu sei una mamma e un avvocato, raccontaci come nasce l’dea di scrivere libri

Ho sempre scritto. La scrittura per me è terapeutica. Mi fa mettere a nudo, mi fa affrontare con più lucidità realtà scomode, mi fa prendere consapevolezza dei miei limiti e delle mie potenzialità.

Nel tuo primo libro parli della maternità, del dialogo con tua figlia piccola, ora Giorgia è una adolescente, quali sono i principali problemi per un genitore di adolescente

ll problema principale è quello di mantenere vivo il dialogo con chi ti considera un modello da imitare e nello stesso tempo sta cercando di costruirsi come persona, come individuo autonomo che è altro da te. Lo scontro è inevitabile, ma necessario. Per entrambe le parti, sembra strano, è un fondamentale “momento di crescita”. Da diverse prospettive, ma è così…

In questo particolare momento storico, cosa ritieni che bisogna spiegare a i ragazzi soprattutto per far rispettare loro le regole

Ai ragazzi non servono imposizioni, che da sempre, fisiologicamente, portano ad avere comportamenti opposti a quelli richiesti, se non altro per sfida, per ribellione “all’ordine costituito”, per sentire l’ebbrezza di essere liberi di poter prendere in mano le redini della propria vita. Sono fondamentali le regole, ma vanno motivate, si deve essere aperti al confronto, solo così si ottiene un rispetto convinto e condiviso delle stesse. È fondamentale che il rispetto dell’altro si attui concretamente. Solo così passa il messaggio che la propria sacrosanta libertà è necessariamente limitata dall’altrettanto sacrosanta libertà degli altri.

Si vede che tu dal libro ti aspetti un terreno di confronto, e soprattutto cosa che speriamo tutti, che si possano aprire dei dialoghi tra persone appartenenti a varie sfere della società, perché ciascuno possa apportare il suo contributo; cosa ti aspetti dagli adolescenti, futuri adulti di domani

Il mio progetto è quello di poter avviare un dialogo pubblico con i ragazzi, magari in collaborazione con le scuole. I giovani sono il futuro del mondo, spero che studino, perché la cultura è l’unico mezzo che abbiamo per scardinare certi stereotipi, per aprirci agli altri, al diverso e imparare a considerare la diversità un’occasione di confronto e di crescita, individuale e collettiva.

Per chi fosse interessato:

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