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Libri: L’arte sconosciuta del volo

I paesi si assomigliano tutti, alla fine degli anni ’60 ancora di più. Per questo Premosello, Piemonte settentrionale, potrebbe essere il mio: Cogno, Vallecamonica, Lombardia. La scuola elementare, i giochi per strada, la cartolina attaccata con una molletta da bucato ai raggi della bicicletta a simulare il rumore del motore, l’albero dove arrampicarsi, il rifugio segreto, da dove essere padroni della fantasia, la ferrovia che attraversa il paese.

Tobia, la voce narrante, che sognava di volare come Jesse Owen, Ettore, Carolina, Gioacchino, Fiorella, nomi di bambini che potrebbero essere i nostri. I loro primi batticuori: Tobia per Carolina e Gioacchino per Fiorella. La prima elementare e il sorriso della maestra Ortensia. Camillo, il frate buono che d’estate raduna i bambini e insegna loro la vita. E, come in ogni paese, il matto – Lupo – che oggi fortunatamente avrebbe una diagnosi e una definizione più appropriate e una prospettiva migliore. Un mondo che cerca di ricominciare e guarda al futuro sognando cose semplici: il lavoro, la lavatrice, le vacanze ad agosto e un domani migliore per i figli, mentre tutto scorre lentamente, come il fiume ed i treni. Poi un giorno Gioacchino scompare e a distanza di qualche mese viene ritrovato il cadavere di Fiorella. E la pace di Premosello finisce per sempre, sconvolta anche dai sospetti che si concentrano sul religioso, spedito dall’Ordine chissà dove. Quarant’anni dopo Tobia vive a Milano, è un medico legale. La moglie l’ha lasciato e la professione non lo appassiona più come un tempo.

A cambiargli la prospettiva sono l’incontro casuale con una giovane donna al supermercato e la telefonata di Ettore, il suo vecchio compagno di scuola delle elementare, che lo convince a tornare al paese per i funerali di Lupo. Un ritorno che costringerà Tobia a fare i conti con quel passato interrotto e a scrivere i capitoli mancanti della sua vita. Per dare un nome al dolore e poter ricominciare davvero. “L’arte sconosciuta del volo” è un mistero lungo 40 anni. Un noir diverso, intenso come i ricordi e la vita che lo accarezza, nel quale i 50enni di oggi, quelli nati in paese, possono riconoscere le atmosfere del tempo dell’innocenza, percepirne gli odori e i profumi.

Un consiglio di lettura in un periodo di reclusione forzata.