fbpx

Pink Society

lo sguardo rosa sulla società

Libri: La misura del tempo

Il vero senso de La misura del tempo, secondo me, sta in questo passaggio: (…) Il tempo non è un’entità lineare. Non è un’entità comprensibile. Nessuno lo capisce davvero. Nessuno è capace di definirlo. Provate a parlare del tempo senza usare alcuna metafora, dice un famoso linguista. Vi ritroverete a mani vuote. Il tempo sarebbe ancora tempo, per noi, se non potessimo sprecarlo o programmarlo? Possiamo solo dire qualcosa sul fatto che va grosso modo in una direzione e che la destinazione finale è nota (…).

Tutto quello che accade in mezzo ha una collocazione precisa, che serve per ricordare, per ricordarsi e anche per stabilire la colpevolezza o l’innocenza di una persona. Il tempo della vita o quello del carcere. Da un passato remoto torna Lorenza, amante di un’estate, allora più grande, misteriosa, seduttiva, affascinante. Oggi madre di un ragazzo condannato a 20 anni per omicidio. Per l’avvocato Guido Guerrieri non è solo una corsa contro il tempo – istruire l’appello in pochi giorni, trovare delle prove convincenti in grado di ribaltare la sentenza – è fare i conti con il suo di tempo, quello andato, quello presente e quello che verrà. E Lorenza è soltanto il motore immobile, o il pretesto.

Gianrico Carofiglio costruisce un romanzo molto intenso ed elegante, in punta di diritto, dove il tempo trascurato, non considerato, aggiustato, a beneficio di una verità comoda, determina il nero invece del bianco, e non lascia considerare l’eventualità del grigio. Del ragionevole dubbio che può significare aprire o chiudere per sempre le porte di una cella. Invece la verità va sempre cercata nei dintorni, anche se la strada è più difficile. A volte non la si trova, comunque non subito. E l’avvocato Guerrieri, malgrado una ricostruzione dei fatti puntuale, convincente, che toglie certezze all’accusa – nel dubbio pro reo – lo scoprirà nel processo. L’importante però è non arrendersi, ma saper aspettare. Che arrivi il tempo.