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GARAMOND, sei davvero un bel carattere!

Garamond

È il più famoso e più copiato stile tipografico del mondo, tanto da essere monumento nazionale di Francia.
Ricordatevi: non si pronuncia gàramond ma garamòn’.

Ha a che fare con le targhe delle automobili d’epoca, con Harry Potter e  Steve Jobs: cos’è? Ma il Garamond, naturalmente! È il carattere tipografico più elegante e di facile lettura che ci sia. Ordinato e affascinante, riempie l’occhio con la sua grazia; è il font con cui la maggior parte degli editori italiani stampa i propri libri. Sono in Garamond i libri che raccontano la saga di Harry Potter e tutte le targhe delle automobili sino al 1951; è anche lo stile tipografico scelto per la videoscrittura del primo pc Macintosh del 1984. È grazie a Steve Jobs se tra le opzioni di scelta grafica dei nostri documenti ancora oggi possiamo scegliere il Garamond.

Non si pronuncia gàramond, bensì garamòn’. Sì, perché Garamond non è un nome inglese ma ha a che fare con un certo Claude, tipografo alla corte di re Francesco I, che inventò un carattere per il suo re, adatto a stampare testi in greco e in latino, contribuendo così in maniera essenziale al processo di perfezionamento dei caratteri tondi per la stampa.

I suoi caratteri, insieme a quelli di Aldo Manuzio e Francesco Grifo, prendendo le distanze dalle forme gotiche delle origini, diventarono il modo di “scrivere” dell’età moderna.

Claude Garamond, nato a Parigi nel 1480, è uno dei tipografi francesi più conosciuti. Creò il greco du Roi (greco del re), cioè il carattere greco con cui erano pubblicate le edizioni dei classici dedicati al re di Francia. Visse presso la corte di Francesco I (proprio lo stesso re alla cui corte si trovava anche Leonardo), che gli commissionò attraverso il suo elemosiniere e consigliere Pierre Duchâtel, tre modelli di caratteri dell’alfabeto greco. Oggi tali punzoni e le relative matrici sono classificate come monumenti storici e conservati alla Stamperia nazionale, quasi come la pizza margherita per noi italiani.

Il Garamond appartiene alla famiglia dei caratteri “graziati” (o “con grazie”), ovvero quei caratteri di antica origine Romana che presentano delle “grazie” (serif) alle estremità, cioè piccoli ganci che, riducono lo spazio bianco tra una lettera e l’altra, rendono la lettura più fluida. E’ un carattere elegante, delicato, da sempre apprezzato da editori, grafici e lettori.

Sopravvisse al suo tempo grazie anche a uno stampatore di Anversa, Cristophe Plantin, che alla morte di Garamond, acquistò una parte delle sue matrici per usarle per le proprie stampe. Nel giro di poco il Garamond diventò il prototipo europeo di carattere da stampa. Ancora oggi è il carattere più usato e più copiato della storia. Sono stampati in Garamond i libri Bompiani, Sellerio, BUR, Rizzoli, Feltrinelli, Einaudi, Salani, Longanesi, Guanda, Saggiatore, Nottetempo e Iperborea.

Ma quanti sono i font e gli “stili del carattere” a nostra disposizione?

Tra i più noti, Garamond a parte, tutti ricordiamo Arial, Times New Roman, Helvetica, Futura, Verdana, Calibri… ma ce ne sono tantissimi. Dopo sei secoli la famiglia degli stili cresce.

Ormai i font sono più di 100.000, ce n’è davvero per tutti i gusti e per tutte le occasioni; sembra quasi che ogni designer consideri un punto d’onore progettarne almeno uno, prima di concludere la propria carriera. Ogni stile può possedere persino più varianti, si dice, un po’ per scherzo che  ogni “font gode di un’eterna giovinezza”.

Del Garamont, la variante più famosa è il Garamond Simoncini, realizzato nella seconda metà degli anni Cinquanta del Novecento su commissione della casa editrice Einaudi da parte appunto di Francesco Simoncini: ancora oggi, da allora, quello lì è il font che viene utilizzato per tutti i libri della casa.

Perché ci piace leggere in Garamond?
Ma perché è un carattere regale, bien sûr!