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Libri: Una rabbia semplice

Leggete Davide Longo. Non solo Una rabbia semplice ma l’intera trilogia.

Vincenzo Arcadipane non è bello, non ha la fisicità di un Montalbano, per dire, veste pure male, giacche sformate e fuori stagione. Forse perché siamo in Piemonte e non in Sicilia e il clima fa la sua parte: c’è malinconia, rigore, non si mangia quasi mai. Ha un matrimonio fallito alle spalle, Arcadipane, due figli che non ha visto crescere, perché la sua vera casa è sempre stato il commissariato.

A 55 anni è ad un bivio, è sull’orlo della depressione  e  ha anche iniziato a dubitare del suo fiuto investigativo. Quando però una donna viene picchiata selvaggiamente all’uscita della metropolitana e le immagini delle telecamere consentono di individuare subito il colpevole – un piccolo balordo di quartiere – ad Arcadipane qualcosa non torna. Troppo semplice. L’istinto gli dice altro.

E allora i pensieri e i dubbi vanno condivisi con chi capisce, soprattutto la voce dei silenzi, annusa la verità che sta nei dintorni, nelle sfumature: il vecchio commissario Corso Bramard, il suo mentore, e Isa Mancini, poliziotta politicamente scorretta, ma fatta della loro stessa pasta. E le intuizioni di Arcadipane, che contemporaneamente cerca di uscire dal suo buio personale grazie ai consigli perlomeno bizzarri di una psicologa, lo conducono in un buio altrettanto pericoloso, quello del dark web, dove c’è la chiave di questa aggressione e di altri delitti del passato. Un gioco, una sfida. E un burattinaio anonimo e invisibile che detta le regole e tira le fila.

Davide Longo scrive un noir meraviglioso, una storia, tante storie insieme, perfette, che ti entrano sottopelle e non ti lasciano per 328 pagine. A me capita a volte di leggere capitoli di transizione e di chiedermi cosa sarebbe cambiato se l’autore o gli editor li avessero tagliati. Probabilmente nulla.

In Una rabbia semplice tutto ha una sua valenza, ha una ragion d’essere, e sono d’accordo con Alessandro Baricco quando dice che Longo è un grande scrittore, un artigiano che cura i particolari e che l’intera trilogia – Il caso Bramard, Le bestie giovani, Una rabbia semplice – è una delle cose più belle e forse anche importanti che siano state scritte ultimamente in Italia.