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Libri: Dodici rose a Settembre di Maurizio de Giovanni

Dodici rose, una al giorno e ad accompagnare l’ultima anche un colpo di pistola alla nuca del destinatario.

Un’esecuzione. Quattro morti, 3 uomini e una donna e probabilmente altre persone in pericolo. Ma chi? Nessun legame apparente tra le vittime, salvo i fiori, in bella evidenza nella stanza con il cadavere.

Eppure a Claudio De Carolis, magistrato, ex marito di Mina Settembre, quelle rose ricordano qualcosa, perso nella notte dei tempi, ma che gli crea disagio e apprensione per qualcuno di molto caro. Nel frattempo Mina, assistente sociale ai Quartieri Spagnoli, e il collega Domenico “chiamami Mimmo” Gambardella, ginecologo nello stesso consultorio, bello come Robert Redford in tutte le varianti espressive dei suoi film, sono alle prese con una delle tante storie di miseria quotidiana: una donna peruviana con una bimba di 10 anni picchiata e tenuta in ostaggio dal marito, un boss della camorra. Lei però non vuole denunciare le violenze, anche se la sua richiesta d’aiuto va ben oltre le parole non dette. In entrambi i casi, vite da salvare, che finiscono per incrociarsi in un contesto chiassoso e variopinto, dove la fatica di vivere a volte va a braccetto con la paura e dove la giustizia spesso si deve sedere in panchina. Napoli è un pretesto e a De Giovanni viene facile, visto che è la sua città. Potremmo però essere ovunque. In ogni caso a Napoli perlomeno ci sono il sole e il mare, e non è un luogo comune ma una realtà che fa la differenza. Dodici rose a Settembre è il primo romanzo in cui compare Gelsomina Settembre personaggio che personalmente ho amato da subito per come è scritto e per la sua complessità. Purtroppo – opinione personale, per quel che vale – la sceneggiatura della fiction Rai non gli rende giustizia, nonostante l’indiscutibile bravura di Serena Rossi che la interpreta e di tutti gli attori del cast.

Piccola postilla. Alla fine di ogni libro l’autore ringrazia tutte le persone che a vario livello hanno contribuito all’opera. In questo caso De Giovanni ringrazia per l’onore di far parte della biblioteca di Sellerio. “(…) Un punto d’arrivo, anche perché per chi racconta storie avere il proprio nome sulla copertina di un piccolo libro blu significa essere in meravigliosa compagnia di tanti amici, di grandi scrittori e di straordinari personaggi. Soprattutto significa essere nello stesso catalogo del più grande di tutti, dell’indovino dei cuori, del narratore dei sogni. (…) È perfino troppo poco, quindi, ringraziare per questo piccolo libro blu, con infinita riconoscenza e grande rimpianto, l’immenso Andrea Camilleri”.