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Libri: I cerchi nell’acqua di Alessandro Robecchi

I cerchi nell'acqua di Alessandro Robecchi

Ogni ingiustizia ha conseguenze che arrivano lontano, come cerchi nell’acqua. E ogni cerchio è un dolore che si allarga e colpisce persone spesso inconsapevoli, quasi sempre innocenti.

Carlo Monterossi, autore televisivo e investigatore suo malgrado, stavolta si siede in poltrona nel suo bell’attico e fa l’uomo che ascolta. Ascolta la storia sporca e nera che gli racconta il sovrintendente Tarcisio Ghezzi. Anzi, tre storie. Quella ufficiale, l’omicidio di un antiquario, di cui lui e l’altro sov Antonio Carella non sono chiamati ad occuparsi, o almeno credono, e le due indagini non autorizzate. La prima vede lo stesso Ghezzi alla ricerca di un vecchio rubagalline scomparso senza un motivo apparente, lasciando in ambasce la sua donna, che gli chiede aiuto. L’uomo è stato il suo primo arresto e a Tarcisio Ghezzi, alle soglie della pensione,  si riavvolge il nastro del tempo, non solo di quello che è stato, che tutto sommato rientra nella categoria dei bilanci. Anche di quello che avrebbe potuto essere, e qui il confine con i rimpianti e i rimorsi è molto labile e pericoloso. La seconda è la guerra personale contro il male, l’ingiustizia del mondo, ma soprattutto contro i suoi fantasmi, che Antonio Carella ha deciso di combattere da solo, se necessario andando oltre i confini della legge che ha giurato di rispettare e difendere. In questo caso il male è rappresentato da un delinquente tutto sommato di piccolo cabotaggio, che esce dal carcere dopo aver scontato troppo pochi anni per le violenze ripetute contro le donne che sfrutta. La ragazza che l’ha denunciato e che si stava rifacendo una vita non ha retto alla paura e ha cercato di farla finita. Carella le aveva promesso di proteggerla e sente sulla pelle la responsabilità di ciò che è successo. Si prende due settimane di ferie, la giusta distanza fisica e morale dal suo mondo, per entrare in una no man’s land in cui trovare una soluzione e di farci poi i conti, prima di tutto con sé stesso, con quello che è stato e con quello che vorrebbe realmente essere.

Alla fine le tre storie si intrecceranno e si concluderanno come giustizia vorrebbe, che a volte non coincide appieno con la verità, anche se ci va molto vicino. Soprattutto non permette che la verità vera porti con sé altre ingiustizie e dolori, impedendo così ai cerchi nell’acqua di allargarsi troppo.