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Libri: L’equazione del cuore di Maurizio de Giovanni

L’equazione del cuore di Maurizio de Giovanni

Massimo De Gaudio è un professore di matematica in pensione. Dopo la morte della moglie si è ritirato in un’isola del golfo di Napoli: appartato, solo, abitudinario, quasi misantropo, come tutti i vecchi.

Cristina, la figlia, vive ormai da anni in una piccola città della pianura padana. Ha sposato un ricco imprenditore. Con il vecchio si sentono al telefono. Una ritualità convenzionale anche questa. D’estate va in vacanza con il figlio, Francesco Petrini, detto Checco, 9 anni, che con il nonno va a pescare e del quale ha una venerazione silenziosa.

A interrompere il ritmo di queste abitudini è una telefonata. In un grave incidente Cristina ed il marito sono morti e Checcho è in coma. Massimo De Gaudio è l’unico parente e seppur controvoglia lascia la sua isola ma soprattutto – ancora non lo sa – la bolla in cui si è chiuso. Sarà quel bambino che lotta per sopravvivere in un letto d’ospedale a dare una seconda possibilità al nonno, che va oltre la scoperta che dietro l’incidente c’è una storia nera.

Condivido alla lettera il pensiero del mio amico e collega Lucio Dall’Angelo. “Si può risalire dall’abisso nel quale volontariamente ci siamo sepolti? Si può cambiare una vita che abbiamo messo su due binari e deciso di fare andare avanti senza il rischio di deragliare? Si può, perché è la vita stessa che si incarica di riportarci in superficie; di fare che il treno finisca per scartare di lato, come un cavallo imbizzarrito. E allora non possiamo scappare. Dobbiamo fare i conti con quello che potevamo essere e non siamo stati; con quello che siamo stati e non avremmo dovuto essere”. L’equazione del cuore di Maurizio de Giovanni (Mondadori) parla di tutto questo. Di Massimo, un matematico che si è fatto pescatore e che ha deciso di non essere più padre. Di Massimo, che non avrebbe voluto fare il nonno. Ma quello che siamo è un progetto che va oltre noi e ci determina. E può avere il nome di un bimbo, di Francesco Petrini, detto Checco”.