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Libri: Sara al tramonto di Maurizio De Giovanni

È appena uscito in libreria il quinto episodio della saga di Sara Morozzi, firmato da Maurizio De Giovanni. Preparo il terreno raccontando il primo, Sara al tramonto, che in realtà aveva avuto un prologo in Sbirre, un romanzo composto da tre racconti condiviso da De Giovanni con Massimo Carlotto e Giancarlo De Cataldo.

Sara è una donna invisibile. Lo è da sempre. Del resto se hai fatto parte di un apparato di intelligence per tutta la vita lo rimani anche dopo, ammesso che ci sia un dopo quando hai visto il male assoluto e conosci troppi segreti. Sara Morozzi è capace di leggere le labbra, seguire conversazioni a distanza e mettere insieme i pezzi. Per questo un’ex collega ha pensato a lei per seguire un’indagine non autorizzata. Un caso delicato che coinvolge una bambina, la sua mamma, condannata forse troppo frettolosamente per l’omicidio del vecchio genitore: uno spietato faccendiere la cui morte non è peraltro dispiaciuta a nessuno. La bambina, affidata allo zio materno e alla moglie, sarebbe in pericolo. E questo pericolo è legato in qualche modo all’omicidio del nonno. Ma come? Da dove viene la minaccia? Chi? Sara arriverà alla soluzione da strade non convenzionali, aiutata da uno stropicciato ispettore di polizia, Davide Pardo, e da Viola, giovane fotoreporter, incinta del figlio, quel figlio abbandonato da bambino per inseguire l’amore della vita e rivisto solo qualche mese prima sul tavolo dell’obitorio (lo si legge in Sbirre). Sara al tramonto è un romanzo coinvolgente, intenso, non ti molla un secondo e il personaggio disegnato da De Giovanni  è a mio giudizio tra i più memorabili del noir italiano.