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Una serata tra libri e cocktail stregati

Strega off

Stasera verrà decretato il vincitore del premio letterario più seguito d’Italia, il premio Strega, e noi nell’attesa abbiamo partecipato all’ evento che è riuscito a riscrivere le le regole del gioco, Strega off.

La serata, informale e aperta a tutti, si è svolta come di consueto nei giardini di uno dei locali protagonisti dell’Estate Romana, il Monk, e ha dato al pubblico la possibilità di incontrare gli autori della cinquina finale e di votare il proprio romanzo preferito.

E lo sapete che la votazione dello dello Strega OFF (composta dal voto del pubblico insieme a quello di alcune riviste letterarie) contribuisce a eleggere il vincitore del Premio? Decisamente un gran cambiamento rispetto ai tempi in cui la serata veniva chiamata “l’Anti-strega”!

I finalisti (Andrea Bajani, Edith Bruck, Giulia Caminito, Donatella Di Pietrantonio ed Emanuele Trevi) si sono prestati a una “chiaccherata letteraria” moderata da Simonetta Sciandivasci, che ci ha fatto conoscere meglio i libri in lizza. Il tutto mentre venivano serviti i “cocktail stregati”, rivisitazioni dei drink più in voga del momento con l’aggiunta del liquore Strega che sono ormai diventati il tratto distintivo della serata.

Ma non basta, perché anche Strega OFF ha il suo premio, che quest’anno è stato vinto da Giulia Caminito, autrice di “L’acqua del lago non è mai dolce”, romanzo edito da Bompiani che riesce a raccontare il vuoto, lo spaesamento e il disincanto di una generazione sospesa nel limbo, quella dei trentenni di oggi. Sono gli anni duemila, l’adolescente Gaia e i suoi amici crescono in un mondo dal quale le grandi battaglie politiche e civili sono lontane, vicino c’è solo il piccolo cabotaggio degli oggetti posseduti o negati, dei primi sms, le acque immobili di un’esistenza priva di orizzonti.

Giulia Caminito dà vita a un romanzo ancorato nella realtà e insieme percorso da un’inquietudine radicale, che fa di una scrittura essenziale e misurata, spigolosa e poetica l’ultimo baluardo contro i fantasmi che incombono. Il lago (quello di Bracciano) è uno specchio magico: sul fondo, insieme al presepe sommerso, vediamo la giovinezza, la sua ostinata sfida all’infelicità.