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Libri: Bolle di Sapone di Marco Malvaldi

Bolle di Sapone di Marco Malvaldi

Anche Pineta è in lockdown.

Il bar Lume prepara solo aperitivi da asporto. Nonno Ampelio è in ospedale con un femore rotto. Massimo, il barrista, è costretto ad una convivenza forzata con la madre – ingegnere, sempre in giro per il mondo – rimasta bloccata in paese dalla pandemia. Gli altri vecchiacchi a casa, a contare i giorni e i morti da Covid.

Alice, vicequestore della Mobile, fidanzata di Massimo, in Calabria ad un corso di aggiornamento per poliziotti, viene coinvolta in un caso. Ed è proprio Alice, con una domanda innocua (innocua?) ad uno degli ottuagenari a dare la stura alla loro innata propensione a farsi gli affari degli altri.

Un omicidio e una morte sospetta: marito e moglie, titolari di una catena di pizzerie. L’uomo viene ucciso mentre è in fila al supermercato, la donna avvelenata, apparentemente in modo accidentale, dal botulino, a pochi giorni di distanza. Da qui parte l’indagine parallela dei venerandi. Un’indagine da remoto, in collegamento su Zoom, che riempie il tempo irreale e sospeso di Ampelio, Pilade Del Tacca, Gino Rimediotti e di Aldo Griffa. Fino all’intuizione che aiuterà Alice a risolvere il caso.

Ma sarà proprio così? Fin dove è reale il virtuale? Questione di confini.

Confesso il mio debole per Marco Malvaldi. Trovo le sue storie gradevoli, mai banali, divertenti, su un impianto giallo ben costruito. Quello che mi intriga è la sua capacità di portare il lettore dentro il racconto. Quando leggo le avventure dei nonni del bar Lume, io sono fisicamente a Pineta, al bar con loro, Massimo è mio amico, conosco nonno Ampelio e i suoi sodali. Magari hanno altri nomi ma è un dettaglio. Peccato solo che la trasposizione televisiva della serie non sia all’altezza.