Tapasciate che passione!

Correre o camminare non contano né la velocità né il numero dei chilometri, l’importante è divertirsi e stare all’aria aperta, in campagna, nei boschi e visitare luoghi bellissimi. Le tapasciate sono le corse della domenica per stare in compagnia e per i runner macinare chilometri.
E poi ci sono i ristori, il vero punto forte sono dove poter apprezzare prodotti locali a km zero. Sono organizzate da gruppi o associazioni del territorio e fanno riferimento alla Federazione Italiana Amatori Sport per Tutti FIASP (FIASP).
La domenica si cammina o si corre nella natura
Le tapasciate sono le corse podistiche della domenica aperte a tutti e senza alcun limite di età, si svolgono generalmente nei piccoli centri e i percorsi sono misti, asfalto e sterrato, e di diverse lunghezze dai 6, 12, 16, 18 chilometri fino a volte ad arrivare a 25 chilometri. Ognuno può scegliere la lunghezza e il passo che preferisce. E lo indica proprio la parola tapasciata che viene dal lombardo tappascià e significa fare passi brevi e frequenti, camminnicchiare.
Ormai ce ne sono per tutti i gusti ogni settimana, basta inserire nei motori di ricerca le parole: tapasciate, corsa campestre e indicare la regione o il comune e sicuramente ne troverete almeno una. Il costo di iscrizione è contenuto e va dai 2 ai 6-7 euro se si vuole il pacco gara, in gergo è chiamato riconoscimento, che in genere si tratta di prodotti alimentari del territorio come riso, pasta, sughi merendine, frutta.
La partenza è libera, in genere tra le 7.30 e 9.30 del mattino, i percorsi si snodano tra boschi, campagna e piccoli centri e tutti sono segnalati sia da cartelli sia dai volontari che stoicamente stanno per ore in piedi con ogni clima a indicare la strada. È praticamente impossibile perdersi. Non ci sono classifiche, non si vince nulla e si corre sullo stesso percorso dove si cammina e dunque è normale incrociare ogni tipo di appassionato: amatori della camminata nei boschi, famiglie con bambini, signore che chiacchierano e runner che si allenano.
Acqua e molto altro
I ristori sono davvero opulenti e molto frequenti lungo il percorso. Infatti, può anche capitare che il primo sia dopo solo due chilometri dalla partenza, quando in una gara ufficiale il primo è previsto al km 5/6, oltre ad acqua e tè si trovano biscotti, fette biscottate con marmellata e creme varie, zollette di zucchero, torte, frutta. Ma l’apoteosi si ha all’arrivo dove si aggiungono pane e salame, formaggi, pasta e altro ancora. E poi ci sono i volontari sempre gentili e con una parola di incoraggiamento per tutti. Una grande attenzione anche al tema ambiente, infatti i materiali sono spesso riciclabili e sono numerose le persone impegnate nella raccolta differenziata dei rifiuti.

Il “lungo”
Tra i runner sono molto apprezzate, infatti spesso la domenica per chi sta preparando una gara competitiva bisogna fare “il lungo”, secondo la gara a cui si è iscritti bisogna correre tra i 12/14 o anche 16/18 km e se si deve preparare una maratona o un ultra trail la distanza aumenta in proporzione. È un modo piacevole per correre e stare in compagnia, inoltre poiché ce ne sono parecchie è possibile anche scegliere il percorso più adatto all’allenamento che si deve fare.
Le tradizionali
Molte tapasciate con gli anni sono diventate una tradizione e si ripetono di anno in anno con centinaia di partecipanti, alcune sono famose magari per le salite particolarmente impegnative o perché si può accedere a luoghi che di solito non sono aperti al pubblico. Queste manifestazioni sono un modo per promuovere il territorio e far scoprire nuovi posti non lontano da casa.

Milanese, laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne all’Università Statale di Milano, con una specializzazione in letteratura anglo-indiana, ho poi ampliato il mio percorso formativo con studi in marketing presso l’Università Bocconi e, nel 2025, con il Master in Comunicare la scienza all’Università di Brescia.
La mia carriera è iniziata nelle agenzie di pubblicità ed è proseguita per oltre vent’anni nel settore farmaceutico, all’interno di diverse multinazionali. Un’esperienza che ha consolidato il mio interesse per la comunicazione scientifica e la divulgazione, spingendomi a scrivere per numerose testate e a collaborare con agenzie di comunicazione e associazioni di pazienti.
Sono giornalista da oltre vent’anni e membro di UNAMSI, l’Unione Nazionale Medico Scientifica di Informazione.
Nel tempo libero coltivo la mia passione per lo sport: sono maratoneta, amo il trekking e, in inverno, non rinuncio allo sci. Il mare resta però il mio rifugio ideale, insieme alla lettura e ai viaggi, che condivido con mio marito.
