Andare in montagna è una cosa seria

Paesaggi bellissimi, aria fresca andare in montagna è divertente e si trovano percorsi adatti a tutti, ma non bisogna mai farsi trovare impreparati in tutte le stagioni.
Essere consapevoli della propria condizione fisica è fondamentale per non intraprendere i percorsi con troppa spavalderia. Un sentiero particolarmente ripido e magari lungo può mettere in difficoltà anche persone allenate. In montagna non basta essere in forma, bisogna considerare vari fattori: il dislivello, l’altitudine a cui ci si trova, la difficoltà del terreno e le condizioni del meteo che possono cambiare anche velocemente. Meglio iniziare con sentieri ben segnati e poco impegnativi e quando si è in gruppo adeguare l’andatura a quella di chi è meno allenato.
Le regole base per affrontare una camminata in montagna in sicurezza si contano sulle dita di una mano e bisogna seguirle con attenzione. Sempre.
Mai da soli
È importante non essere soli. In particolare, quando non si è molto esperti e questo vale sempre quando si decide di affrontare un percorso impegnativo, magari in inverno. Spesso capita che in montagna il cellulare non prenda e quindi non si può fare affidamento né per trovare il percorso né per telefonare e chiedere un aiuto. Inoltre, è buona norma informare dell’itinerario qualcuno a casa o in albergo.
Meteo
In montagna le condizioni cambiano spesso e rapidamente in tutte le stagioni e soprattutto in alta quota; le temperature possono scendere di parecchi gradi anche in estate e velocemente dunque, consultare il meteo prima di partire. Sono disponibili diversi bollettini affidabili da quelli nazionali a quelli che danno le previsioni locali. In generale è meglio partire il mattino quando il tempo è più stabile e si hanno parecchie ore di luce a disposizione.
Itinerario
La scelta del sentiero è fondamentale e deve essere alla portata di tutto il gruppo in particolare di chi è meno esperto o allenato. Il Club alpino italiano (CAI) ha classificato i sentieri con sigle che indicano la difficolta: T turistico è quello meno impegnativo; EE è per escursionisti esperti; EAA è la via ferrata o attrezzata e la più impegnativa. Il percorso è indicato dalle cosiddette “bandierine”, i segnali orizzontali rossi e bianchi che si trovano in punti ben visibili su rocce e alberi. Inoltre, alla partenza ci sono sempre i cartelli con la classificazione dei sentieri e il tempo medio di percorrenza.

Scarpe e abbigliamento
Per camminare servono scarpe da trekking con suola di gomma dura che garantisce l’attrito su tutte le superfici e foderate per garantire l’impermeabilità. Non devono essere troppo rigide ed è meglio preferire quelle alte, i classici scarponcini, che proteggono maggiormente le caviglie da eventuali storte. Quando il percorso è facile possono andar bene anche un paio di scarpe basse, ma sempre con la suola di gomma dura. Da evitare le scarpe da ginnastica o quelle da atletica, in montagna il terreno è accidentato e una scarpa con una buona tenuta può scongiurare una caduta.
Avere un abbigliamento adeguato alla lunghezza del percorso e alla stagione è fondamentale. In estate sono consigliabili i pantaloni lunghi con la zip sopra il ginocchio che consente di trasformarli facilmente in pantaloni corti. Utilizzare maglie in materiale tecnico traspirante e che si asciuga in poco tempo.
I bastoncini da trekking migliorano l’equilibrio, scaricano la fatica delle ginocchia in discesa e aiutano nelle salite impegnative, ma bisogna saperli usare correttamente.
Lo zaino
Fare lo zaino non è banale. Dovrebbe essere di misura calibrata sulla persona, aderente al corpo e non troppo pesante, un peso eccessivo potrebbe sbilanciare. Bisogna tenere presente quanto è lunga e impegnativa l’escursione ed è necessario avere sempre acqua a sufficienza, almeno un litro a persona, e portare con sé anche qualcosa da mangiare. Piuttosto nutriente e che pesa poco è la frutta secca: noci, nocciole, mandorle e anche uva sultanina e frutta disidratata. Non dimenticare di mettere cappellino e occhiali da sole e una crema protettiva, soprattutto in alta quota, una giacca in goretex antivento e un pile.

Milanese, laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne all’Università Statale di Milano, con una specializzazione in letteratura anglo-indiana, ho poi ampliato il mio percorso formativo con studi in marketing presso l’Università Bocconi e, nel 2025, con il Master in Comunicare la scienza all’Università di Brescia.
La mia carriera è iniziata nelle agenzie di pubblicità ed è proseguita per oltre vent’anni nel settore farmaceutico, all’interno di diverse multinazionali. Un’esperienza che ha consolidato il mio interesse per la comunicazione scientifica e la divulgazione, spingendomi a scrivere per numerose testate e a collaborare con agenzie di comunicazione e associazioni di pazienti.
Sono giornalista da oltre vent’anni e membro di UNAMSI, l’Unione Nazionale Medico Scientifica di Informazione.
Nel tempo libero coltivo la mia passione per lo sport: sono maratoneta, amo il trekking e, in inverno, non rinuncio allo sci. Il mare resta però il mio rifugio ideale, insieme alla lettura e ai viaggi, che condivido con mio marito.
