Stand Up Paddle: il movimento sull’acqua divertente che non inquina

Mare o lago se hai voglia di fare qualcosa di diverso e metterti alla prova il SUP fa il caso tuo. SUP è l’acronimo di Stand Up Paddle, la tavola dotata di una pagaia con cui andare alla scoperta di spiagge e calette.
È una rivisitazione del surf e nella versione attuale ha origine alle isole Hawaii per poi diffondersi in tutto il mondo. È una via di mezzo tra la canoa e il surf, si sta in piedi su una tavola simile a quella da surf, ma con un volume maggiore e la spinta viene data dalla pagaia. Ne esistono diversi tipi sia rigidi sia gonfiabili più o meno facili da usare e facilmente trasportabili.
È un’attività piacevole e rilassante, che consente di esplorare luoghi poco frequentati e meno accessibili ai più. È divertente praticarla sia da soli sia in compagnia, non bisogna essere dei super atleti, ma è necessario saper nuotare e bene anche per una questione di sicurezza.
SUP: come si affronta
La cosa migliore per affrontare un nuovo sport è rivolgersi a un istruttore, ma nel caso non fosse possibile potete farvi un’idea guardando dei tutorial, ce ne sono diversi, e poi cercare di mettere in pratica le indicazioni. All’inizio l’ostacolo maggiore è l’instabilità che rende il tutto difficoltoso, ma non bisogna scoraggiarsi è una questione di pratica e tempo.

Per prendere confidenza è consigliabile iniziare sdraiandosi proni, stare seduti o in ginocchio e poi man mano quando ci si sente più sicuri provare ad assumere la posizione eretta. Le prime volte è consigliabile utilizzare il SUP in assenza o quasi di vento e mare calmo per ridurre al minimo la destabilizzazione. Quando si è alle prime armi è opportuno utilizzarne una larga e lunga, tra i 3 metri e 30 cm e i 3 metri e 60 cm e la pagaia deve superare la testa di almeno 20 centimetri, ne esistono anche di allungabili. Inizialmente è meglio un SUP rigido, in quanto più stabile di quello gonfiabile.
SUP: Equilibrio
È uno sport che richiede innanzitutto un buon equilibrio e dunque i muscoli del core devono essere forti e allenati. Il core è il corsetto addominale che è composto dall’insieme dei muscoli che sono fondamentali per garantire la stabilità, controllare la postura ed evitare dolori alla schiena. Inoltre, pagaiare sviluppa i muscoli di braccia, spalle e schiena.
Riuscire a stare eretti è la posizione corretta, piedi e gambe parallele e con la schiena ben dritta e guardare davanti a sé. I SUP sono dotati di un laccetto piuttosto lungo, in genere quanto la tavola e dunque circa tre metri, da allacciare sempre alla caviglia ed è realizzato in modo da non intralciare i movimenti, risulta fondamentale quando si cade in acqua per recuperare velocemente la tavola.

SUP: Occhiali, salvagente e crema protettiva
Quanto si usa la tavola è consigliabile indossare un cappellino ed occhiali da sole, quelli con il laccetto elastico e un giubbotto salvagente se non si è dei nuotatori provetti o se si decide di avventurarsi in acque che non si conoscono. Usare sempre una crema con un elevato fattore di protezione. Non dimenticare mai l’idratazione, poiché in mare non è semplice portare con sé dell’acqua è consigliabile bene un buon quantitativo d’acqua prima di uscire in mare.
Praticare con costanza il SUP modella la il fisico e lo tonifica in profondità, e poi migliora anche l’autostima, infatti, rimanere in piedi a pagaiare non è semplicissimo e alla fine riuscirci è una grande soddisfazione.

Milanese, laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne all’Università Statale di Milano, con una specializzazione in letteratura anglo-indiana, ho poi ampliato il mio percorso formativo con studi in marketing presso l’Università Bocconi e, nel 2025, con il Master in Comunicare la scienza all’Università di Brescia.
La mia carriera è iniziata nelle agenzie di pubblicità ed è proseguita per oltre vent’anni nel settore farmaceutico, all’interno di diverse multinazionali. Un’esperienza che ha consolidato il mio interesse per la comunicazione scientifica e la divulgazione, spingendomi a scrivere per numerose testate e a collaborare con agenzie di comunicazione e associazioni di pazienti.
Sono giornalista da oltre vent’anni e membro di UNAMSI, l’Unione Nazionale Medico Scientifica di Informazione.
Nel tempo libero coltivo la mia passione per lo sport: sono maratoneta, amo il trekking e, in inverno, non rinuncio allo sci. Il mare resta però il mio rifugio ideale, insieme alla lettura e ai viaggi, che condivido con mio marito.
