Basta senso di colpa: se ti prendi cura di te, non stai togliendo niente a nessuno

Come liberarti dalla trappola del “dover essere sempre all’altezza”
Cara Nuova Mente,
non so se capita solo a me, ma da un po’ di tempo mi sento in colpa… sempre.
Mi sento in colpa se dico di no a una collega che mi chiede un favore.
Se lascio mio figlio a scuola con la febbre bassa, ma ho una riunione importante.
Se torno a casa stanca e non ho voglia di parlare.
Mi sento in colpa persino quando prendo un giorno di ferie solo per me.
È come se qualsiasi cosa faccia per me stessa togliesse qualcosa agli altri.
Come si gestisce questa cosa? È normale? Come si fa a liberarsi dalla sindrome del “dover essere sempre all’altezza”?
A.
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Sì, è normale. Ma no, non è giusto continuare così.
Cara A.,
quello che descrivi è un fardello silenzioso che molte donne portano sulle spalle: il senso di colpa cronico.
Una vocina interna che ti sussurra che non stai facendo abbastanza. Che potresti fare di più. Che stai “sottraendo” amore, attenzione o dovere agli altri.
Eppure, quella vocina mente.
Da dove nasce questo senso di colpa perenne?
- Dall’educazione: quante volte ti hanno detto “non essere egoista”, “aiuta gli altri”, “sii gentile”?
- Dal ruolo sociale: come donne ci si aspetta che siamo accoglienti, disponibili, materne. Sempre.
- Dal perfezionismo: vogliamo essere brave in tutto — al lavoro, in casa, come madri, come amiche.
- Dalla paura del giudizio: temiamo di essere etichettate come fredde, menefreghiste, “diverse”.
Come cominci a liberarti, un passo alla volta?
1. Distingui il dovere dalla scelta
Quando dici sì, chiediti: Lo faccio perché voglio, o perché mi sento obbligata?
2. Scrivi una lista dei tuoi NO salvavita
Annota almeno 3 situazioni in cui hai detto “no” e ne sei felice. Quelle sono le tue spine dorsali.
3. Smetti di chiedere il permesso per respirare
Un giorno libero, un’ora di silenzio, una cena da sola — non devono essere giustificati.
4. Riscrivi la tua idea di “brava”
Una donna “brava” è quella che si ascolta. Che conosce i suoi limiti. Che si protegge.
5. Cambia la domanda: da “sto facendo abbastanza?” a “sto facendo del mio meglio… per me?”
Non siamo nate per servire tutti. Siamo nate per vivere intere.
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Esercizio pratico: la “frase antidoto”
Ogni volta che il senso di colpa ti assale, pronuncia ad alta voce (o scrivi) questa frase:
“Mi sto prendendo cura di me stessa,
e questo è un atto d’amore anche verso chi mi sta vicino.“
Ripetila. Credici. E guardati con più dolcezza.
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Con te,
sempre.
Nuova Mente

Coach di carriera di grande esperienza e autrice della rubrica dedicata alla crescita professionale su PinkSociety.it. Offro consigli pratici e motivanti per aiutare le donne a emergere nel mondo del lavoro, fornendo strategie efficaci per bilanciare con successo vita professionale e personale. Con un approccio empatico e moderno, comprendo le sfide del multitasking femminile e ispiro le lettrici a diventare leader sicure di sé, pronte a gestire le complessità del loro percorso di carriera.




