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Carico mentale in vacanza: perché le ferie stancano più le donne e come riposarsi davvero

Carico mentale in vacanza: perché le ferie stancano più le donne e come riposarsi davvero

Le ferie dovrebbero essere sinonimo di relax. Eppure per tante donne rappresentano solo un cambio di scenario: la lista delle cose da fare resta la stessa. Valigie, bambini, pasti, creme solari, documenti, organizzazione. In questo articolo la coach NuovaMente spiega cos’è davvero il carico mentale, perché pesa così tanto durante le vacanze e offre strategie pratiche per condividere responsabilità e tornare finalmente a riposarsi.

Come alleggerire il carico mentale prima di partire e smettere di organizzare tutto da sola

La lettera arrivata in redazione

Cara coach,

le scrivo perché tutti mi dicono “beata te che vai in vacanza”, ma io sinceramente sono già stanca prima di partire.

Ho due figli, un marito, una casa, il lavoro. Quando arriva l’estate devo pensare a tutto io: valigie, costumi, medicine, documenti, creme, giochi, prenotazioni, spesa, cosa mangiamo, cosa manca, cosa serve ai bambini.

Mio marito mi dice “dimmi cosa devo fare e lo faccio”, ma anche quello mi stanca. Perché devo sempre essere io a sapere cosa c’è da fare? Alla fine andiamo al mare e io continuo a cucinare, sistemare, lavare costumi, ricordare orari, mettere creme, cercare ciabatte.

Tutti si riposano un po’… io cambio solo panorama.

Poi mi sento pure ingrata, perché una vacanza è una fortuna. Però torno più stanca di prima. Come posso fare per non portarmi dietro tutta la casa anche in ferie?
Grazie, Paoletta

Cara lettrice, non sei stanca della vacanza: sei stanca di essere la regia di tutto

Cara Paoletta,

la tua frase più importante è questa: “Mio marito mi dice dimmi cosa devo fare e lo faccio, ma anche quello mi stanca”.

Hai centrato il cuore del problema. Non si tratta solo di fare materialmente le cose. Si tratta di pensarle, anticiparle, ricordarle, coordinarle. Questo si chiama carico mentale.

Ed è uno dei motivi per cui molte donne arrivano alle ferie già esaurite. Perché prima ancora di partire hanno fatto un trasloco emotivo, organizzativo e familiare.

La vacanza dovrebbe alleggerire. Ma se la stessa persona continua a tenere tutto in testa, cambia solo lo sfondo.

“Aiutare” non basta: bisogna condividere la responsabilità

La frase “dimmi cosa devo fare” sembra gentile, ma lascia comunque a te il ruolo di capo-progetto.

Tu devi vedere il problema.
Tu devi assegnare il compito.
Tu devi controllare se è stato fatto.
Tu devi ricordarlo se manca qualcosa.

Questo non è condividere. È eseguire su richiesta.

La vera domanda da portare in famiglia è:

“Come ci dividiamo la responsabilità della vacanza?”

Non:

“Chi mi aiuta?”

Perché tu non sei la proprietaria della fatica e gli altri non sono assistenti occasionali.

La roadmap prima di partire

Prima della vacanza, fai una riunione familiare breve. Sì, proprio una riunione. Non deve essere pesante: dieci minuti bastano.

Dividi le aree.

1. Valigie

Ognuno prepara la propria, in base all’età. I bambini piccoli possono almeno scegliere giochi e costumi. I più grandi devono essere responsabili delle proprie cose.

Tu non devi essere il magazzino umano della famiglia.

2. Medicine e documenti

Una sola persona se ne occupa, ma non per forza tu. Chi se ne prende carico deve controllare, preparare e ricordare.

3. Spesa e pasti

Decidete prima: quanti pasti in casa? Quante cene fuori? Chi cucina? Chi sparecchia? Chi lava?

La frase “poi vediamo” spesso significa “poi ci pensa lei”.

4. Bambini in spiaggia

Creme, acqua, cappelli, giochi, asciugamani. Anche qui: turni.

Puoi dire:

“La mattina della borsa mare ci occupiamo a giorni alterni.”

Non è rigidità. È sopravvivenza.

Cosa dire senza esplodere

Non aspettare di scoppiare il terzo giorno, mentre cerchi una ciabatta sotto il letto e tutti ti chiedono “dov’è?”.

Parla prima:

“Io ho bisogno che questa vacanza non sia solo un cambio di casa. Voglio riposarmi anch’io. Quindi dobbiamo dividerci le cose prima di partire.”

Oppure:

“Non voglio essere l’unica a sapere cosa serve. Ognuno deve prendersi un pezzo.”

Queste frasi non accusano. Mettono realtà sul tavolo.

Il consiglio della coach

Cara lettrice, non devi sentirti in colpa perché sei stanca. La gratitudine per una vacanza e la fatica del carico mentale possono convivere.

Sì, andare al mare è una fortuna.
No, questo non significa che tu debba fare la cameriera emotiva della famiglia.

La prossima vacanza non comincia quando arrivate in spiaggia. Comincia quando decidete insieme chi porta cosa, chi pensa a cosa, chi risponde di cosa.

La frase da ricordare è:

“Non ho bisogno di aiuto. Ho bisogno di corresponsabilità.”

È una parola meno carina, forse, ma molto più liberatoria.

Per approfondire: 3 libri utili

  1. “Devo dirti sempre tutto. Come suddividere al meglio il carico mentale” – Marie-Laure Monneret
    Un libro pratico proprio sul carico mentale e sulla necessità di non essere sempre l’unica persona che tiene tutto sotto controllo. Risulta disponibile su Amazon.it: https://amzn.to/4eN27CB
  2. “Ho scritto questo libro invece di divorziare. Cronaca di liberazione dal carico mentale e altre conquiste” – Annalisa Monfreda
    Una lettura molto adatta per riflettere sulla distribuzione invisibile di compiti, pensieri e responsabilità nella vita familiare. Risulta presente su Amazon.it: https://amzn.to/3QSbAk6
  3. “Il metodo famiglia felice. Come allenare i figli alla vita” – Alberto Pellai e Barbara Tamborini
    Utile per ripensare la famiglia non come macchina perfetta, ma come squadra in cui anche figli e adulti imparano responsabilità e collaborazione. Risulta disponibile su Amazon.it: https://amzn.to/3R62T60