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Serena Williams, i farmaci dimagranti e la domanda che nessuno vuole farsi: a chi appartiene davvero il nostro corpo?

Serena Williams, i farmaci dimagranti e la domanda che nessuno vuole farsi: a chi appartiene davvero il nostro corpo?
Serena nel 2015 | Tourism Victoria from Australia, CC BY 2.0 https://creativecommons.org/licenses/by/2.0, via Wikimedia Commons

A Wimbledon sta per tornare una leggenda: Serena Williams giocherà sia in singolo che in doppio con la sorella Venus, grazie a due “wild card”. 44 anni, vincitrice di ben 23 titoli del Grande Slam, madre e tutto questo segendo un’alimentazione plant based. Ma la notizia che sta facendo più rumore non riguarda il tennis: riguarda i 15 chili persi in un anno grazie a un farmaco della famiglia degli GLP-1 (lo stesso principio attivo di Ozempic), e il fatto che Serena sia anche testimonial di un’azienda di telemedicina che li prescrive.

Apriti cielo. C’è chi grida al conflitto di interesse, chi paventa il doping (i farmaci miglioravano davvero le sue prestazioni?), e una nota giornalista sportiva britannica ha definito “inquietante” vedere una delle più grandi atlete di tutti i tempi associata a un messaggio che, a suo dire, sfrutta le insicurezze delle donne sul proprio corpo.

Ecco perché questa storia, anche se parla di tennis, in realtà parla di tutte noi.

Tre cose che questa polemica rivela (e che probabilmente conosci già sulla tua pelle):

  1. Anche chi ha vinto 23 Slam non si sente “abbastanza” senza dimagrire. Se nemmeno il corpo più allenato del pianeta basta a se stesso, quanta pressione abbiamo addosso noi, comuni mortali?
  2. Si parla più del suo peso che delle sue vittorie. Una donna può vincere 23 titoli del Grande Slam e tornare in campo a 44 anni, e la conversazione pubblica si concentra comunque sul suo corpo e su quanti chili ha perso. Il copione è sempre lo stesso, e non è un caso.
  3. Il marketing ha imparato a vendere le scorciatoie come “empowerment”. Serena stessa racconta che il farmaco l’abbia aiutata a valorizzare ciò che già faceva, alimentazione, allenamento, etc. togliendo stress alle ginocchia. Probabile che sia vero. Ma la stessa storia, raccontata da un’azienda che vende quel farmaco, è anche pubblicità. Le due cose possono convivere, e qui sta il punto scomodo.

La domanda di fondo non è “i farmaci dimagranti sono giusti o sbagliati”.
È: perché continuiamo a misurare il valore di una donna – anche quando è la più grande della sua disciplina – in chili persi?

Serena Williams
Serena nel 2013 | Edwin Martinez from The Bronx, CC BY 2.0 https://creativecommons.org/licenses/by/2.0, via Wikimedia Commons

Tu cosa ne pensi: useresti un farmaco così se ti aiutasse davvero, o pensi che dovremmo smettere di giudicare i corpi (anche i nostri) in base al peso? Dimmelo nei commenti su social PINK.

photo credits:
Tourism Victoria from Australia, CC BY 2.0 https://creativecommons.org/licenses/by/2.0, via Wikimedia Commons
Vbrunophotog, CC BY-SA 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0, via Wikimedia Commons
AndrewHenkelman, CC BY-SA 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0, via Wikimedia Commons
Edwin Martinez from The Bronx, CC BY 2.0 https://creativecommons.org/licenses/by/2.0, via Wikimedia Commons