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Cabina al mare con le colleghe? Come stabilire confini chiari senza sembrare antipatica

Cabina al mare con le colleghe: come mettere confini senza sentirti in colpa e vivere un'estate serena

Condividere una cabina al mare con colleghe o amiche può sembrare una buona idea, almeno all’inizio. Poi arrivano piccoli fastidi, spese mai chiarite e la sensazione di dover sempre dire sì per evitare tensioni. Da una lettera arrivata in redazione nasce una riflessione sull’assertività, sui confini personali e su come imparare a farsi rispettare con gentilezza, senza sentirsi egoiste.

La lettera arrivata in redazione

Ciao coach ❤️ ti scrivo perché ho bisogno di un consiglio e mi sento anche un po’ sciocca a pensarci così tanto.

Quest’anno mi sono fatta convincere a prendere una cabina al Lido con tre colleghe. Lavoriamo tutte in ospedale, io sono infermiera. Una è del mio reparto, le altre due di quello accanto. Ci conosciamo bene, ma non siamo amiche nel vero senso della parola. Magari una pizza ogni tanto e basta.

Il problema è che caratterialmente siamo molto diverse. Loro fanno sempre gruppo, io invece ho bisogno dei miei spazi. E puntualmente finisco per dire sempre di sì, anche quando non ne ho voglia.

Più si avvicina luglio e più mi viene l’ansia. Mi immagino già la cabina sempre piena di roba, le sdraio occupate, gli orari da incastrare… e soprattutto il momento del bar 😅. Quasi sempre anticipo io, poi parte il classico “dopo facciamo i conti” e alla fine mi ritrovo con un caffè offerto come se fosse tutto a posto.

Io vorrei semplicemente che fosse tutto più chiaro fin dall’inizio. Ognuna paga quello che prende, la cabina si lascia in ordine, le sdraio si rispettano. Mi sembrano cose normali, però ho paura di passare per quella pesante.

Avevo persino pensato di scrivere un bigliettino simpatico con due o tre regole, tipo “patti chiari, estate serena” 😂 ma poi mi sono detta: magari è una pessima idea.

Secondo te come posso evitare di passare tutta l’estate a covare nervoso senza creare tensioni?

Grazie ❤️ Lù


Cara Lù, i confini non rovinano i rapporti: li salvano

Cara Lù,

prima di tutto: respira. Non hai firmato un contratto di convivenza eterna, hai condiviso una cabina al mare per un mese. Capisco benissimo l’ansia, soprattutto perché questa scelta non nasce da un entusiasmo autentico, ma da un “sì” detto quando dentro di te avresti voluto dire “no”.

Ed è proprio qui il punto: quando non riusciamo a mettere un confine all’inizio, poi siamo costrette a mettere tanti piccoli confini dopo. E spesso lo facciamo quando siamo già stanche, irritate o deluse.

La buona notizia è che puoi ancora gestire la situazione con eleganza. Non devi diventare fredda, polemica o iper-controllante. Devi solo trasformare un accordo vago in un accordo chiaro.

La formula è semplice:

gentilezza nel tono, fermezza nel contenuto.

La roadmap per una “cabina condivisa” con serenità

Il mio consiglio è di non aspettare luglio inoltrato. Meglio chiarire subito, prima che nascano piccoli fastidi quotidiani.

Puoi mandare un messaggio nella chat comune con questo tono:

“Ragazze, visto che a luglio condividiamo la cabina, mi piacerebbe organizzarci bene così ce la godiamo tutte senza malintesi. Vi propongo qualche piccolo accordo pratico: al bar ognuna paga per sé, per le sdraio ci alterniamo con buon senso e lasciamo sempre la cabina in ordine per chi arriva dopo. Niente di rigido, solo due patti chiari per stare serene.”

È un messaggio perfetto perché non accusa nessuno, non fa processi al passato e non dice: “Siccome voi vi comportate male, adesso metto le regole”. Dice invece: “Organizziamoci bene”.

E questa è una grande differenza.

Le regole giuste: poche, semplici, chiare

Non serve scrivere un regolamento da amministratore di condominio. Bastano pochi punti:

  • Bar e consumazioni: ognuna paga per sé.
  • Sdraio: si usano con buon senso, senza occupare posti per ore.
  • Spazio comune: borse, creme, asciugamani e oggetti personali in ordine.
  • Ospiti: meglio avvisare prima le altre.
  • Fastidi: se qualcosa non va, lo si dice subito e con gentilezza.

Il punto più importante, nel tuo caso, è quello economico. Se sai già che tendi a offrire e poi a restare infastidita, devi toglierti dalla situazione prima che si ripeta.

La frase migliore è:

“Per il bar facciamo che ognuna paga il suo, così non dobbiamo tenere conti o ricordarci chi deve cosa.”

È chiara, adulta, impossibile da fraintendere.

E se qualcuna ti dice: “Dai, paga tu, poi ti do io”?

Rispondi semplicemente:

“Preferisco che paghiamo separate, così è più semplice.”

Non devi giustificarti. Non devi spiegare la tua storia finanziaria. Non devi sorridere per scusarti di esistere.

Il bigliettino in cabina: sì, ma con leggerezza

La tua idea dei bigliettini è carina, purché non sembri una lista di divieti. Potresti preparare un cartoncino colorato con un titolo ironico:

Cabina felice: 5 mini patti per un luglio sereno

  • Bar easy: ognuna paga le proprie consumazioni.
  • Sdraio democratiche: si usano con buon senso e, se serve, a rotazione.
  • Spazio condiviso: lasciamo la cabina ordinata per chi arriva dopo.
  • Ospiti: avvisiamoci prima.
  • Zero musi lunghi: se qualcosa dà fastidio, lo diciamo subito e con gentilezza.

Sotto puoi aggiungere:

“Obiettivo comune: mare, relax e nessuna contabilità emotiva.”

Così il messaggio resta leggero, ma il confine è chiarissimo.

Il vero allenamento: imparare a dire no prima

Questa cabina può diventare una piccola palestra di assertività. Non perché tu debba sopportare tutto, ma perché puoi allenarti a dire le cose prima, con calma, senza arrivare al punto di esplodere.

Ricorda:

  • essere gentile non significa essere disponibile a tutto;
  • essere collaborativa non significa pagare sempre tu;
  • essere educata non significa tacere quando qualcosa ti pesa;
  • mettere confini non è egoismo, è cura dello spazio comune.

Il confine non è un muro. È un’informazione.

Significa: “Io funziono così”.
E chi vuole condividere qualcosa con te deve saperlo.

Il consiglio della coach

Cara lettrice, tu non devi diventare la migliore amica delle tue colleghe. Non devi fingere un entusiasmo che non provi. Puoi però scegliere di attraversare luglio senza subire, senza accumulare rancore e senza trasformare ogni giornata al Lido in una prova di resistenza.

Parti con una frase semplice, sorridente e ferma:

“Ragazze, patti chiari e cabina serena.”

E poi mantieni quei patti anche tu. Perché il rispetto degli altri parte sempre da un primo gesto fondamentale: smettere di tradire se stesse pur di non creare disagio.


Per approfondire: 3 libri utili su confini, assertività e capacità di dire no

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  2. “Come imparare a dire di no senza sensi di colpa”, edito da Newton Compton, utile per chi tende ad accontentare tutti e poi si ritrova stanca, arrabbiata o svuotata. Link:https://amzn.to/4g0djyf
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