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Magazine per la crescita personale femminile

Prova costume emotiva: come smettere di giudicare il nostro corpo in estate e tornare a vivere il mare con leggerezza, senza vergogna

Prova costume emotiva

Ogni estate tante donne si promettono che sarà diversa. Poi arriva il momento di indossare il costume e ricominciano i confronti, le insicurezze e le foto evitate. In questo articolo la coach NuovaMente risponde alla lettera di una lettrice di 43 anni e spiega perché la vera prova costume è spesso emotiva. Un invito a guardare il proprio corpo con meno durezza e a non rinunciare ai momenti più belli con chi amiamo.

Il messaggio arrivato alla redazione via Instagram (scrivici anche tu!):

Ciao coach ❤️ Ti scrivo perché c’è una cosa che mi mette davvero in crisi ogni estate.
Ho 43 anni, due figlie che amo, un buon lavoro, una casa… eppure quando arriva il momento di mettere il costume mi sento di nuovo come un’adolescente super insicura. Mi guardo allo specchio e vedo solo quello che non mi piace. La pancia, le gambe, le braccia, la pelle che non è più quella di una volta.

Poi arrivo in spiaggia e faccio una cosa che odio: mi confronto con tutte! Mi sembrano sempre più in forma, più sicure, più a loro agio. Io invece passo il tempo a tirarmi giù il costume, sistemare il pareo e scappare dalle foto.

La cosa che mi fa stare peggio è questa: le mie bimbe mi chiedono continuamente di fare il bagno con loro e io invento mille scuse. Dico che ho freddo, che le raggiungo dopo, che intanto le guardo. La verità è che mi vergogno e mi dispiace tantissimo, perché so che mi sto perdendo dei momenti bellissimi con loro.

Vorrei vivere l’estate con più leggerezza, ma non so davvero da dove iniziare.

Come si fa ad accettare un corpo che cambia, quando fai fatica perfino a riconoscerti?

Paola


Prova costume emotiva: quando l’estate diventa uno specchio troppo severo

Cara Paola,

prima di tutto voglio dirti una cosa semplice: non sei superficiale. Non sei sciocca. Non sei “una che pensa solo all’aspetto fisico”. Sei una donna che sta facendo i conti con un corpo che cambia, con lo sguardo degli altri, ma soprattutto con uno sguardo interiore diventato molto duro.

La famosa prova costume non è quasi mai solo una questione di costume. È una prova emotiva. È il momento in cui ci sembra che il nostro corpo venga esposto, valutato, confrontato. E per molte donne l’estate, invece di essere sinonimo di libertà, diventa una stagione di controllo: controllo della pancia, delle foto, della postura, del pareo, della luce, del profilo migliore.

Ma il mare non dovrebbe essere un esame.
E il tuo corpo non dovrebbe chiederti scusa per esistere.

Il corpo cambia, ma non perde valore

A 43 anni, dopo due figlie, dopo anni di lavoro, casa, responsabilità, pensieri, stanchezza, è normale non avere lo stesso corpo di vent’anni fa. Il problema non è che il corpo cambia. Il problema è che spesso noi continuiamo a giudicarlo con gli occhi di una versione passata di noi stesse.

Ti guardi allo specchio e non vedi una donna intera. Vedi pezzi separati:

  • la pancia;
  • le cosce;
  • le braccia;
  • la pelle;
  • i segni;
  • quello che prima era diverso.

Ma tu non sei un elenco di difetti. Sei una persona. Sei una madre che le figlie vogliono in acqua, non una modella da copertina. Sei una donna che merita fresco, sole, risate, sabbia sui piedi, capelli bagnati, pelle che sa di sale e libertà di movimento.

Le tue figlie non vedono quello che vedi tu

Questa è forse la parte più importante della tua lettera. Quando le tue bambine ti chiedono di fare il bagno con loro, non stanno guardando la tua pancia. Non stanno misurando le tue braccia. Non stanno pensando a quanto sei tonica.

Stanno pensando:

“Voglio la mamma con me.”

E ogni volta che tu dici “no” per vergogna, non stai proteggendo loro. Stai proteggendo la tua paura.

Attenzione: non te lo dico per farti sentire in colpa. Le donne vivono già con abbastanza sensi di colpa addosso. Te lo dico per aiutarti a spostare il centro della scena.

La domanda non è:
“Sono abbastanza bella per mettermi in costume?”

La domanda è:
“Voglio davvero perdere questi momenti perché mi sto giudicando troppo?”

Smetti di aspettare il corpo perfetto per vivere

Molte donne rimandano la felicità a un corpo futuro.

“Quando dimagrisco, compro un costume bello.”
“Quando mi rimetto in forma, torno in piscina.”
“Quando mi vedo meglio, mi faccio fotografare.”
“Quando sarò più sicura, farò il bagno.”

Ma così la vita resta sempre dopo. Sempre domani. Sempre “quando…”.

L’estate, invece, è adesso.

Non devi per forza amarti alla follia davanti allo specchio. Sarebbe già un grande passo smettere di attaccarti.

Puoi iniziare da una frase più realistica:

“Questo è il mio corpo oggi. Non è perfetto, ma mi permette di vivere.”

Piccoli esercizi per vivere la spiaggia con leggerezza

Non devi cambiare tutto in un giorno. Puoi allenarti alla libertà un gesto alla volta.

Prova così:

  • scegli un costume comodo, non “punitivo”;
  • evita di passare ore davanti allo specchio prima di uscire;
  • porta un pareo se ti fa sentire meglio, ma non usarlo come una prigione;
  • entra in acqua anche solo cinque minuti;
  • fai una foto con i tuoi figli senza controllarla subito;
  • quando ti parte il confronto con le altre, torna a una domanda: “Io adesso cosa desidero fare?”;
  • parla del tuo corpo con più rispetto, soprattutto davanti ai bambini.

Il punto non è sentirti improvvisamente bellissima. Il punto è non lasciare che la vergogna decida tutta la giornata al posto tuo.

La frase da portare sotto l’ombrellone

Ti propongo una frase semplice, da ripetere quando senti salire il disagio:

“Non devo essere perfetta per partecipare alla mia vita.”

Scrivila sul telefono, mettila nella borsa del mare, tienila in mente quando stai per dire alle tue figlie “no, andate voi”.

Perché tu non devi superare una prova costume.
Devi tornare a occupare il tuo posto nella tua estate.

Il consiglio della coach

Cara Paola e cara lettrice che mi leggi ora, il tuo corpo non è il nemico. È la casa in cui hai vissuto tutto: gravidanze, fatiche, lavoro, notti insonni, abbracci, cambiamenti, giornate difficili e giornate bellissime.

Forse non ti riconosci più del tutto, è vero. Ma puoi imparare a guardarti con meno crudeltà.

Questa estate non prometterti di piacerti sempre. Sarebbe troppo. Promettiti qualcosa di più concreto: non sparire dalle foto, non sparire dai bagni, non sparire dai ricordi dei tuoi figli.

Il costume non deve certificare il tuo valore.
Serve solo a entrare in acqua.

Per approfondire: 3 libri da leggere

Per chi vuole lavorare sul rapporto con il proprio corpo, sull’autostima e sullo sguardo severo che spesso riserviamo a noi stesse, ecco tre letture disponibili su Amazon.it.

  1. “Brutta. Storia di un corpo come tanti” – Giulia Blasi
    Un saggio autobiografico e diretto sul corpo femminile, sul giudizio, sulla vergogna e su quanto la società condizioni il modo in cui le donne imparano a guardarsi. Link:https://amzn.to/4eLBEFy
  2. “Una vita tutta curve” – Elisa D’Ospina
    Un libro che parla alle donne di accettazione del corpo, consapevolezza e libertà dagli stereotipi estetici, con un taglio molto vicino al tema della prova costume. Link: https://amzn.to/3SxNknY
  3. “Home body. Il mio corpo è la mia casa” – Rupi Kaur
    Una raccolta poetica e intima sul cambiamento, sull’amore per sé e sul ritorno a casa dentro il proprio corpo. https://amzn.to/3QCU4Aw