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Non voglio finire nelle tue stories: quando non vuoi finire sui social delle colleghe in costume

Non voglio finire nelle tue stories: quando non vuoi finire sui social delle colleghe in costume

Una vacanza con le colleghe può diventare improvvisamente complicata quando una di loro trasforma ogni momento in una story. E se non vuoi comparire in costume, essere taggata o finire online senza averlo deciso? La risposta è più semplice di quanto sembri: puoi mettere un confine senza essere né pesante né antipatica. La coach Nuova Mente spiega come farlo con chiarezza, prima e durante la vacanza.


L’email arrivata in redazione

Cara coach,

ti scrivo perché tra poco devo andare qualche giorno al mare con tre colleghe e già mi sta venendo l’ansia.

Non è che non voglio andarci, anzi magari può essere anche carino. Però c’è una di loro che mette tutto sui social. Tutto proprio. Il cappuccino, il lettino, il costume nuovo, il brindisi, i piedi sulla sabbia, le persone che sono con lei. Fa stories dalla mattina alla sera.

Io invece non sono così. Ho Instagram, però lo uso poco. E soprattutto non voglio finire in costume nelle stories di una collega, magari viste anche da altre persone del lavoro. Mi dà fastidio solo a pensarci.

Il problema è che lei è simpatica, fa tutto ridendo, quindi se le dico qualcosa ho paura di passare per quella pesante. E poi magari mi dice: “Ma dai, non si vede niente”, oppure “Ti taglio”, e poi invece si vede lo stesso.

Vorrei dirlo prima, ma non so come. Non voglio rovinare il clima, però nemmeno passare la vacanza a controllare se sono finita online.

Come si fa a mettere un limite senza sembrare antipatica?
F.P.


Cara lettrice, la privacy non è una fissazione

Cara F.P.,

partiamo da una cosa molto chiara: non sei pesante perché non vuoi finire sui social.

Negli ultimi anni ci siamo abituate all’idea che ogni momento debba essere fotografato, condiviso, raccontato, trasformato in contenuto. Ma una giornata al mare non è un comunicato stampa. E una vacanza con le colleghe non deve diventare automaticamente materiale per le stories di qualcun’altra.

Il punto è semplice: il tuo corpo, la tua immagine, il tuo tempo libero e il tuo costume non sono a disposizione del telefono altrui.

E questo vale ancora di più quando si parla di colleghe. Perché il confine tra vita privata e ambiente di lavoro, sui social, può diventare molto scivoloso.

Non aspettare di arrabbiarti: dillo prima

Il modo migliore per gestire questa situazione è parlarne prima, con leggerezza ma con chiarezza.

Non aspettare di vederti in una storia mentre sei in costume, magari di profilo, con i capelli bagnati e l’espressione stanca. A quel punto sarai già irritata, lei si sentirà accusata e il clima diventerà più difficile.

Meglio anticipare.

Puoi scrivere nella chat:

“Ragazze, vi dico una cosa così sto tranquilla: io preferirei non comparire in foto o stories, soprattutto in costume. Nessun problema se pubblicate mare, aperitivi e tramonti, ma vi chiedo di non riprendermi. Così mi godo la vacanza senza ansia.”

Questa frase funziona perché non giudica chi pubblica. Non dice: “Siete esagerate”. Dice: “Io preferisco così”.

E i confini funzionano meglio quando parlano di noi, non quando accusano gli altri.

La frase da usare con la collega social

Con la collega più “social”, puoi essere ancora più diretta, ma sempre sorridente:

“Te lo dico prima perché so che fai tante stories: io non voglio comparire, soprattutto in costume. Riprendi pure tutto quello che vuoi, ma non me.”

Poche parole. Chiare. Senza scuse.

Evita di dire:

“Scusa, sono fatta male.”

“Lo so che sono pesante.”

“Magari è una mia paranoia.”

No. Non devi svalutare il tuo bisogno per renderlo più digeribile agli altri.

La formula giusta è:

“Capisco te, ma proteggo me.”

Se lei minimizza, tu non minimizzare con lei

È possibile che la collega risponda:

“Ma dai, non si vede niente.”

Oppure:

“Ti metto solo di spalle.”

Oppure:

“Non fare la solita esagerata.”

Qui devi restare calma, ma non cedere.

Puoi dire:

“Lo so che per te non è un problema, ma per me sì. Preferisco proprio non esserci.”

Oppure:

“Mi fido, però ti chiedo di evitarmi del tutto nelle riprese.”

Oppure ancora:

“Non è contro di te, è una mia scelta.”

Il punto non è convincerla che hai ragione. Il punto è farle sapere che il tuo limite non è negoziabile.

Privacy e lavoro: perché il confine è ancora più importante

Quando vai al mare con amiche strette, magari c’è più confidenza. Ma con le colleghe la situazione cambia.

Una foto in costume può sembrare innocua, ma può arrivare:

  • ad altre persone dell’ufficio;
  • a responsabili o superiori;
  • a clienti o conoscenti comuni;
  • a persone che tu non hai scelto;
  • a contatti che non conosci.

E anche se non succede nulla di grave, resta un fatto: sei tu a dover decidere dove compare la tua immagine.

Non è questione di vergogna. È questione di scelta.

Piccole regole pratiche per una vacanza senza ansia

Prima di partire, puoi proporre una specie di mini-galateo social. Anche qui, il tono può essere leggero.

Per esempio:

“Facciamo patto vacanza: prima di pubblicare foto dove si vedono le altre, ci chiediamo ok?”

Oppure:

“Stories libere, ma con consenso delle comparse.”

Può sembrare una battuta, ma è molto chiara.

Ecco alcune regole semplici:

  • prima di pubblicare una foto di gruppo, si chiede;
  • niente stories in costume senza consenso;
  • se qualcuno dice “non pubblicarla”, si rispetta subito;
  • niente tag senza permesso;
  • attenzione agli sfondi: spesso una persona compare anche senza essere il soggetto principale.

Questo non rovina la vacanza. La rende più rispettosa.

E se ti accorgi di essere stata pubblicata?

Se succede, non fare finta di niente per poi covare rancore tutto il giorno.

Scrivile o dille subito:

“Mi sono vista nella storia. Ti chiedo di toglierla, preferisco non comparire.”

Se lei risponde male:

“Te l’avevo detto prima. Per me è importante.”

Non serve litigare, ma serve essere ferme. A volte il problema non è che gli altri non capiscono. È che noi, per paura di essere giudicate, diciamo le cose troppo piano.

Il consiglio della coach

Cara lettrice, non devi scegliere tra essere simpatica e proteggerti. Puoi essere gentile, sorridente, collaborativa e allo stesso tempo molto chiara.

La frase da portare con te è questa:

“Mi fa piacere stare con voi, ma non voglio essere pubblicata.”

Semplice. Pulita. Adulta.

Ricorda: la libertà di una persona di raccontare la propria vacanza finisce dove comincia il diritto dell’altra a non diventare contenuto.

Il mare è già abbastanza esposto di suo. Non devi sentirti esposta anche online.


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